Lampredotto Don

Chi abita dalle parti di Firenze conoscerà sicuramente il Lampredotto, un tipico piatto povero della cucina locale venduto perlopiù nei chioschi e mangiato dentro un panino. Per farla breve, si tratta di uno degli stomaci dei bovini, bollito in acqua con l’aggiunta di pomodoro e cipolla.

Se riuscite a superare il primo impatto visivo con il cibo in questione (somiglia ad un’anguilla tagliata a pezzi, per farvi un esempio) troverete che è molto gustoso.

Cosa c’entra questo con il Giappone vi starete chiedendo?
Il caso vuole che proprio un cuoco giapponese, Toshi san, abbia deciso di combinare questo piatto tipico della tradizione fiorentina con le abitudini culinarie del Sol Levante.
Da qui nasce il “Lampredotto Don”.

Lampredotto Don

Il celebre Lampredotto Don, in una rappresentazione tratta da un manga

Il “Don” come molti sapranno sta per “どんぶり” (donburi) che è la ciotola di riso a cui viene aggiunto sopra il cibo, ad esempio carne, pesce, uova oppure, nel nostro caso, un bel lampredotto.

Lampredotto Don

Un piatto di Lampredotto Don, pronto per essere mangiato

Aspettando di assaggiare questa delizia nippo-fiorentina, il mio occhio (o meglio, quello degli amici fiorentini che erano con me) è caduto su alcuni manga disposti di fianco al mio tavolo: a quanto pare il nostro chef è stato persino ritratto in versione mangacea:

Lampredotto Don Manga

Nelle pagine qui sopra potete vedere una rapidissima panoramica della città di Firenze vista dall’autore del manga e, in alto a destra, lo chef Toshi san (quello con gli occhiali e il grembiule).

Se volete provare anche voi questa esperienza cercate il ristorante Iyo Iyo in Borgo Pinti. Ovviamente a Firenze ^_^
Consiglio anche di assaggiare il sushi  (già che siete lì ^_^) preparato “in diretta” e, nella sua semplicità, davvero soprendente.

いただきます!

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Kimono

Ed eccomi qui, che sfilo baldanzoso vestito di tutto punto in kimono (beh, in realtà avevo i jeans sotto, il che non è proprio “regolamentare”).

Se vi state chiedendo quale sono, cercate l’unico 外人 (gaijin=straniero, un “non giapponese” insomma) con la macchina fotografica in mezzo alla folla.